La revisione intermedia della politica di coesione: nuove priorità e flessibilità

Il 18 settembre 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato, nell’ambito della revisione intermedia della politica di coesione, un pacchetto di modifiche al Regolamento (UE) 2021/1058 sul Fondo europeo di sviluppo regionale e sul Fondo di coesione e al Regolamento (UE) 2021/1056 sul Fondo per una transizione giusta.

L’intervento, approvato a pochi giorni di distanza dal voto del Parlamento europeo, introduce una serie di adattamenti destinati ad allineare gli investimenti dei fondi strutturali ed economici alle priorità strategiche emerse nel contesto geopolitico ed economico più recente.

Nuove priorità strategiche

Il regolamento introduce la possibilità di finanziare investimenti legati alla difesa e alla sicurezza, incluse infrastrutture a duplice uso e misure di preparazione civile.

Allo stesso tempo, la transizione energetica e la decarbonizzazione assumono un ruolo centrale, con nuovi obiettivi per interconnettori, reti di trasmissione e sistemi di stoccaggio, nonché un rafforzamento degli investimenti connessi alla Strategic Technologies for Europe Platform (STEP).

Parallelamente, viene riconosciuta l’urgenza di affrontare la questione abitativa, attraverso maggiori risorse per edilizia sociale e sostenibile, e di garantire la resilienza idrica, con interventi che spaziano dalla gestione integrata delle risorse al finanziamento di impianti di desalinizzazione sostenibile.

Focus sulle regioni orientali

Un’attenzione specifica è riservata alle regioni di confine con Russia, Bielorussia e Ucraina, considerate particolarmente vulnerabili a minacce esterne.

Per queste aree vengono previsti strumenti rafforzati, come tassi di cofinanziamento più elevati e prefinanziamenti straordinari, condizionati a una riallocazione significativa dei programmi verso le nuove priorità.

Maggiore flessibilità e tempi estesi

La revisione amplia la flessibilità finanziaria, consentendo deroghe alle regole di concentrazione tematica, la possibilità di destinare risorse a InvestEU e l’estensione dell’ammissibilità delle spese fino al 31 dicembre 2030 per i programmi che riorientano almeno una parte consistente dei fondi.

Sono inoltre previsti meccanismi di prefinanziamento straordinario per agevolare la rapida attuazione delle nuove priorità e alleggerire la pressione sui bilanci nazionali e locali.

Implicazioni e prossimi passi

La politica di coesione si trova così a estendere la propria portata oltre le tradizionali finalità redistributive, assumendo un ruolo diretto nel rafforzamento della sicurezza, nella transizione energetica e nella resilienza economica e sociale.

Questa evoluzione solleva interrogativi sull’equilibrio tra obiettivi storici e nuove funzioni strategiche, ma conferma la volontà dell’Unione di orientare i fondi strutturali verso le sfide più urgenti.

Il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e gli Stati membri avranno tempo fino al 31 dicembre 2025 per presentare le richieste di modifica dei programmi.

© Andrea Verna. Tutti i contenuti sono originali e soggetti a copyright.

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