
Nel 2025, la politica di coesione europea si conferma uno dei pilastri fondamentali per lo sviluppo equilibrato e la resilienza dei territori italiani.
Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) appena approvato dedica ampio spazio al ruolo cruciale dei fondi strutturali e di investimento europei (FESR, FSE+, JTF), evidenziando la necessità di accelerare l’attuazione dei programmi e di rafforzare la capacità amministrativa degli enti coinvolti.
Il DPFP è il documento con cui il Governo italiano definisce annualmente gli obiettivi di finanza pubblica, le strategie di bilancio e le priorità di investimento, in coerenza con il quadro europeo e con le esigenze di sviluppo del Paese.
In un contesto segnato da transizioni complesse – digitale, verde, demografica – la coesione si configura come motore di innovazione, inclusione e competitività.
Accelerare la spesa: l’urgenza delle Raccomandazioni europee
Il Consiglio dell’Unione Europea, nelle Raccomandazioni specifiche rivolte all’Italia, ha ribadito l’urgenza di accelerare l’attuazione dei programmi di coesione, sfruttando appieno le opportunità offerte dal riesame intermedio. L’obiettivo è duplice:
- Sostenere la transizione industriale e digitale, rafforzando la competitività del sistema produttivo;
- Promuovere la resilienza sociale e ambientale, con interventi mirati su edilizia abitativa, risorse idriche e competenze della forza lavoro.
Il Consiglio invita inoltre a valorizzare strumenti complementari come InvestEU e la piattaforma STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), per massimizzare l’impatto degli investimenti.
PNRR e fondi di coesione: una strategia integrata per ridurre i divari
Il DPFP 2025 sottolinea la crescente integrazione tra PNRR e fondi di coesione, in un’ottica di complementarità e sinergia. Le principali aree di intervento includono:
- Riduzione dei divari economici e sociali tra Nord e Sud;
- Sviluppo di infrastrutture strategiche nei settori trasporti, energia, ambiente e risorse idriche;
- Contrasto allo spopolamento delle aree montane e interne;
- Occupazione giovanile e femminile, con politiche attive mirate;
- Potenziamento dei servizi socio-educativi e della formazione professionale.
Questa strategia integrata mira a garantire coerenza tra riforme strutturali e investimenti, evitando sovrapposizioni e dispersioni.
Il Decreto “Coesione” e la nuova governance multilivello
Una delle novità più rilevanti è l’adozione del Decreto “Coesione” (DL 60/2024, convertito in L. 95/2024), che introduce strumenti operativi per accelerare la spesa e migliorare l’efficacia degli interventi. Tra le misure chiave:
- Individuazione di interventi prioritari da parte di ministeri, regioni e province, con monitoraggio puntuale;
- Meccanismi di premialità e supporto tecnico per rafforzare la capacità amministrativa;
- Flessibilità nell’allocazione delle risorse, per rispondere a nuove priorità strategiche europee (es. alloggi sostenibili, resilienza idrica, transizione energetica).
Focus tematici: interventi chiave per la coesione
Il documento evidenzia alcune azioni emblematiche cofinanziate dai fondi di coesione:
- ZES Unica: 52 interventi infrastrutturali, di cui 25 per il “ultimo miglio”, 19 per la digitalizzazione logistica e 8 per la resilienza portuale;
- Contrasto allo spopolamento: piano organico per le aree montane, con oltre 100 milioni annui dal 2025;
- Occupazione giovanile: lancio di “Resto al Sud 2.0”, con voucher fino a 50.000 euro per start-up innovative nei territori svantaggiati;
- Istruzione e formazione: seconda fase del Piano Agenda Sud, con oltre 2.100 scuole coinvolte e investimenti superiori a 577 milioni di euro per contrastare la dispersione scolastica.
La coesione come motore di sviluppo sostenibile
Il DPFP 2025 conferma che la politica di coesione non è solo una leva finanziaria, ma un motore strategico per lo sviluppo sostenibile, l’innovazione e l’inclusione.
La sfida per i prossimi anni sarà duplice: accelerare la spesa e rafforzare la governance multilivello, affinché le risorse europee si traducano in risultati concreti per cittadini, imprese e territori. Solo così sarà possibile colmare i divari e costruire un’Italia più equa, resiliente e competitiva.
© Andrea Verna. Tutti i contenuti sono originali e soggetti a copyright