
In breve
- La storia del bilancio dell’UE.
- Come il QFP stabilisce il tetto massimo di spesa per le politiche europee.
- Da dove provengono e come vengono investite le risorse del bilancio UE.
- Chi decide il bilancio.
- Verso la programmazione 2028-2034.
Il bilancio a lungo termine dell’Unione Europea, noto come Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), è uno strumento fondamentale per garantire stabilità e prevedibilità alle politiche europee. L’attuale bilancio copre il periodo 2021-2027, ma i preparativi per il prossimo sono già in corso. In un contesto globale segnato da sfide senza precedenti – dalla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina alla transizione verde e digitale – l’UE deve investire in ciò che conta per rafforzare sicurezza, competitività e sostenibilità.
Come si è evoluto il bilancio dell’UE?
Quando nacquero le Comunità europee, il finanziamento avveniva tramite contributi diretti degli Stati membri. Nel 1970 fu introdotto il sistema delle risorse proprie, che garantì un flusso stabile di entrate. Negli anni ’80 emerse l’esigenza di un bilancio pluriennale per armonizzare il lavoro delle istituzioni e rafforzare la disciplina di spesa. Il primo bilancio a lungo termine fu adottato nel 1988.
Da allora sono stati approvati sei bilanci pluriennali. L’attuale, il sesto, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027. Il prossimo entrerà in vigore il 1° gennaio 2028 e coprirà probabilmente il periodo fino al 2034.
Cos’è il bilancio a lungo termine dell’UE?
Il QFP stabilisce il tetto massimo di spesa per le politiche europee su un arco di almeno cinque anni (di norma sette). Questo garantisce prevedibilità e stabilità, elementi essenziali per finanziare programmi complessi. A differenza dei bilanci nazionali, quello dell’UE è principalmente un bilancio di investimento, mirato a settori che generano valore aggiunto europeo, come innovazione, competitività e coesione.
Il bilancio non finanzia servizi pubblici nazionali come istruzione primaria o difesa, ma si concentra su progetti che favoriscono la crescita economica, la transizione digitale e verde, e la sicurezza comune.
Come vengono investite le risorse?
Il bilancio dell’UE sostiene la ricerca e innovazione, lo sviluppo delle PMI, la creazione di posti di lavoro e la crescita economica. Nell’attuale QFP, la Politica Agricola Comune (PAC) e la politica della pesca e dell’ambiente assorbono la quota maggiore dei fondi, seguite dai programmi di coesione, che mirano a ridurre le disparità tra le regioni europee. Una parte significativa è destinata anche agli aiuti umanitari e alla cooperazione internazionale.
Come viene finanziato il bilancio?
Le entrate provengono da diverse fonti:
- Contributi degli Stati membri
- Dazi doganali su importazioni da Paesi terzi
- Multe per violazioni delle regole di concorrenza
- Dal 2021, un contributo calcolato sulla quantità di plastica non riciclata
Questa struttura garantisce autonomia finanziaria e stabilità, evitando il ricorso al debito per finanziare la spesa ordinaria.
Chi decide il bilancio?
La Commissione europea presenta una proposta, che deve essere approvata all’unanimità dal Consiglio e con maggioranza assoluta dal Parlamento europeo. Il Parlamento, in quanto organo eletto, svolge un ruolo chiave: definisce le priorità, negozia con il Consiglio e controlla l’esecuzione del bilancio attraverso il meccanismo del discarico.
La Commissione ha presentato, a luglio 2025, la sua proposta per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2028-2034, che ammonta a quasi 2.000 miliardi di euro a prezzi correnti (ovvero l’1,26 per cento del reddito nazionale lordo dell’UE in media tra il 2028 e il 2034).
Il futuro bilancio a lungo termine dell’UE sarà discusso dagli Stati membri in sede di Consiglio, che delibererà all’unanimità, con il consenso del Parlamento europeo per il QFP.
Il bilancio dell’UE, inoltre, differisce dai bilanci nazionali in quanto non può registrare disavanzi e ha una flessibilità limitata. Non finanzia servizi pubblici nazionali come istruzione o difesa, ma investe in progetti che generano valore aggiunto per tutti i cittadini europei. È quindi uno strumento di investimento strategico, non di spesa corrente.
Perché il prossimo bilancio è cruciale?
Il futuro bilancio dovrà rispondere a sfide senza precedenti: sicurezza, transizione digitale e verde, competitività globale. Sarà decisivo per sostenere la crescita economica e la stabilità sociale in Europa. Le discussioni sono già iniziate e l’accordo dovrà essere raggiunto entro la fine del 2027 per entrare in vigore il 1° gennaio 2028.
Nei prossimi anni la sfida sarà rendere il bilancio UE più flessibile, ambizioso e capace di rispondere alle crisi impreviste, senza perdere di vista l’obiettivo principale: creare valore aggiunto per tutti i cittadini europei.
© Andrea Verna. Tutti i contenuti sono originali e soggetti a copyright