Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)

In breve

  • Il FESR quale strumento per la coesione economica, sociale e territoriale.
  • La storia del FESR, dal 1975 ai giorni nostri.
  • La base giuridica del FESR costituita dagli articoli 174-178 del TFUE.
  • Gli obiettivi del FESR nella Programmazione 2021-2027.
  • Ambiti di intervento principali del FESR.
  • La dotazione finanziaria e la revisione intermedia di settembre 2025.

Cosa si intende per FESR?

Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) è uno dei principali strumenti finanziari della politica di coesione dell’UE. Contribuisce alla coesione economica, sociale e territoriale all’interno dell’Unione Europea intervenendo sugli squilibri tra le regioni.

Storia del FESR

Il Fondo europeo di sviluppo regionale fu istituito 40 anni fa attraverso l’adozione del regolamento del 18 marzo 1975, che gettò le basi dell’attuale politica regionale dell’UE.

Nel dicembre del 1974, la Commissione europea annunciò che la Comunità economica europea (CEE), composta allora da nove Stati membri, avrebbe avuto a disposizione un Fondo europeo per lo sviluppo regionale volto a «finanziare la crescita delle zone più arretrate».

Fu istituito un fondo del valore di 1,3 miliardi di unità di conto (il predecessore dell’euro) per un periodo di prova della durata di tre anni a partire dal 1975. Per lo stanziamento delle risorse furono privilegiati i paesi membri più bisognosi di aiuti, ovvero l’Italia, l’Irlanda e il Regno Unito.

Base giuridica del FESR

La base giuridica del FESR è costituita dagli articoli 174-178 del TFUE (Titolo XVIII).

Di seguito una sintesi dettagliata degli articoli:

  • Articolo 174 (Obiettivi della Coesione): Stabilisce l’obiettivo di ridurre le disparità tra le regioni, con particolare attenzione alle zone rurali, quelle interessate da transizione industriale e le regioni che presentano svantaggi geografici o demografici gravi e permanenti (es. isole, zone di montagna).
  • Articolo 175 (Attuazione e Fondi): Impone agli Stati membri di condurre e coordinare le proprie politiche economiche per promuovere la coesione. Prevede il sostegno tramite fondi a finalità strutturale (FESR, FSE+), la Banca europea per gli investimenti (BEI) e altri strumenti.
  • Articolo 176 (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – FESR): Definisce il ruolo del FESR, volto a correggere i principali squilibri regionali nell’Unione attraverso la partecipazione allo sviluppo e all’adeguamento strutturale delle regioni meno favorite e alla riconversione delle regioni industriali in declino.
  • Articolo 177 (Procedure e Comitato delle Regioni): Disciplina le modalità di adozione dei regolamenti dei fondi, definendo la procedura legislativa ordinaria. Prevede la consultazione del Comitato delle regioni e del Comitato economico e sociale.
  • Articolo 178 (Disposizioni di attuazione): Stabilisce che i regolamenti di attuazione relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale sono adottati secondo la procedura legislativa ordinaria. 

Obiettivi del FESR

Nella presente programmazione 2021-2027 il FESR è disciplinato dal Regolamento (UE) 2021/1058 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 giugno 2021.

Il FESR sostiene cinque obiettivi principali, che orientano gli investimenti strutturali:

  • Un’Europa più competitiva e intelligente: Promuove la trasformazione economica innovativa, la digitalizzazione, la connettività TIC e la competitività delle piccole e medie imprese (PMI).
  • Un’Europa più verde: Finanzia la transizione energetica pulita ed equa, gli investimenti verdi e blu, l’economia circolare, la mitigazione dei cambiamenti climatici e la gestione dei rischi.
  • Un’Europa più connessa: Migliora la mobilità con reti di trasporto sostenibili e digitali.
  • Un’Europa più sociale e inclusiva: Attua il pilastro europeo dei diritti sociali, investendo in istruzione, formazione, inclusione sociale e servizi sanitari.
  • Un’Europa più vicina ai cittadini: Sostiene lo sviluppo sostenibile e integrato di territori urbani, rurali e costieri, anche tramite strategie locali. 

Ambiti di intervento principali del FESR

Il regolamento prevede sostegno per:

  • Infrastrutture: Investimenti in infrastrutture materiali e digitali.
  • Innovazione: Ricerca applicata, innovazione, sviluppo sperimentale.
  • Imprese: Investimenti produttivi per creare posti di lavoro, in particolare nelle PMI.
  • Cooperazione: Iniziative di cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale (Interreg)

Dotazione finanziaria del FESR

Durante il periodo di programmazione 2021-2027 l’UE ha destinato oltre 392 miliardi di euro alla politica di coesione. Circa 226 miliardi di euro sono stati destinati al FESR.

Per quanto concerne l’Italia, la dotazione finanziaria complessiva per la politica di coesione ammonta a oltre 42,7 miliardi di euro di risorse europee, che sommate al cofinanziamento nazionale superano i 75 miliardi. La maggior parte delle risorse, oltre 30 miliardi, è destinata alle regioni del Mezzogiorno.

Ogni regione ha un proprio Programma Regionale (PR) che definisce gli investimenti, ad esempio il Programma Regionale Pugliese ha una dotazione di 5,5 miliardi di euro dei quali 4.426.728.737 euro dedicati al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e 1.150.542.918 euro dedicati al Fondo Sociale Europeo Plus (Delibera di Giunta Regionale 1812/2022).

Per i dati specifici e dettagliati dei singoli programmi, si rimanda alla consultazione del portale OpenCoesione e della banca dati politichecoesione.governo.it.

La revisione intermedia della politica di coesione

Il 18 settembre 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato, nell’ambito della revisione intermedia della politica di coesione, un pacchetto di modifiche al Regolamento (UE) 2021/1058 sul Fondo europeo di sviluppo regionale e sul Fondo di coesione e al Regolamento (UE) 2021/1056 sul Fondo per una transizione giusta.1

Le modifiche si sono rese necessarie al fine di allineare la politica di coesione alle nuove priorità strategiche, compresi gli investimenti nelle capacità industriali connesse alla difesa, negli alloggi a prezzi accessibili, nella transizione energetica e nella resilienza idrica.

Gli Stati membri che hanno destinato risorse a queste nuove priorità hanno goduto di tassi di cofinanziamento più elevati, pagamenti anticipati e termini di attuazione prorogati.

© Andrea Verna. Tutti i contenuti sono originali e soggetti a copyright.

  1. https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2025/09/18/cohesion-policy-mid-term-review-council-adopts-new-laws-to-better-address-current-and-emerging-challenges/ ↩︎

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