
In breve
- Origini e quadro normativo del FSC.
- Dotazione finanziaria.
- Governance multilivello.
- Strumenti operativi e monitoraggio.
- Gli sviluppi più recenti del FSC.
Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) rappresenta lo strumento nazionale di finanziamento delle politiche di coesione la cui finalità principale è quella di ridurre gli squilibri economici e sociali tra le diverse aree del Paese, con particolare attenzione alle regioni del Mezzogiorno, attraverso interventi pluriennali che si affiancano e si integrano con le risorse dei fondi europei.
Origini e quadro normativo del FSC
La genesi dell’attuale FSC risale al decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, che ha sostituito il precedente Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS), razionalizzando la disciplina e collegando in modo più stretto le risorse nazionali agli obiettivi di politica di coesione.
Successivamente, la legge di bilancio del 30 dicembre 2020, n. 178, ha avviato il nuovo ciclo di programmazione 2021-2027, prevedendo un ammontare rilevante di risorse, destinate in misura prevalente al Mezzogiorno.
Le delibere del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) hanno poi definito criteri di riparto, modalità di attuazione e indirizzi per gli accordi con le amministrazioni regionali.
In questo quadro, gli Accordi di Coesione costituiscono lo strumento negoziale attraverso cui Governo e Regioni individuano priorità, linee di intervento e cronoprogrammi, assicurando una cornice di responsabilizzazione condivisa.
Dotazione finanziaria del FSC
Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione dispone, per il ciclo di programmazione 2021-2027, di una dotazione complessiva pari a circa 73,5 miliardi di euro.
La ripartizione territoriale mantiene la regola del cosiddetto “80/20”: l’80 per cento delle risorse è destinato alle regioni del Mezzogiorno, mentre il restante 20 per cento è attribuito alle aree del Centro-Nord.
Governance multilivello del FSC
La gestione dell’FSC è complessa e riflette la natura multilivello delle politiche di coesione.
A livello centrale, il CIPESS delibera le assegnazioni e definisce i principi di programmazione. Il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri svolge funzioni di coordinamento e monitoraggio, mentre le Regioni e le Province autonome sono responsabili dell’attuazione degli interventi sul territorio.
Questa architettura mira a bilanciare esigenze di indirizzo nazionale con la valorizzazione delle autonomie locali, sebbene la molteplicità di attori coinvolti renda inevitabilmente più complesso il processo decisionale.
Strumenti operativi e monitoraggio del FSC
Un aspetto cruciale riguarda la trasparenza e la tracciabilità delle risorse.
Le attività di monitoraggio e rendicontazione sono assicurate attraverso i sistemi informativi predisposti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato (IGRUE), integrati dai sistemi regionali di gestione e controllo (SI.GE.CO).
In questo modo, ogni fase – dall’assegnazione alla spesa – può essere verificata, riducendo il rischio di inefficienze e garantendo un controllo costante sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Gli sviluppi più recenti del FSC
Tra il 2023 e il 2024 sono stati sottoscritti i nuovi Accordi di Coesione, che hanno tracciato le linee operative e definito le risorse assegnate a ciascuna Regione.
Secondo i dati aggiornati a settembre 2025 dal portale OpenCoesione, si registra l’avvio dei primi progetti esecutivi e un incremento delle procedure di selezione, con una progressiva valorizzazione degli indicatori di output programmati.
© Andrea Verna. Tutti i contenuti sono originali e soggetti a copyright.