Consultazione pubblica sulla coesione territoriale: la Commissione avvia il percorso verso la 10° Relazione sulla coesione

Al via la call for evidence della Commissione europea: focus su quadro regolatorio, revisione intermedia 2021–2027 e implicazioni per il ciclo post-2027

La Commissione europea ha avviato, il 30 giugno 2026, una consultazione pubblica propedeutica alla redazione della 10ª Relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale, prevista entro il quarto trimestre del 2026.

L’iniziativa, formalizzata in un documento di lavoro della DG REGIO, si inserisce in un obbligo derivante dai Trattati e mira a raccogliere contributi da stakeholder istituzionali, economici e sociali, anche in vista del negoziato sul quadro finanziario pluriennale post-2027.

Base giuridica e natura dell’iniziativa

La predisposizione della Relazione sulla coesione discende direttamente dall’articolo 175 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che impone alla Commissione di riferire ogni tre anni sui progressi compiuti verso il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale.

Accanto al vincolo primario, si affianca un obbligo settoriale specifico introdotto dal Regolamento (UE) 2021/1060 (Common Provisions Regulation – CPR). In particolare, l’articolo 18 prescrive la trasmissione al Parlamento europeo e al Consiglio di una relazione sugli esiti della revisione intermedia dei programmi della politica di coesione entro il 2026.

Inquadramento nella governance economica europea

La 10ª Relazione si colloca in una fase particolarmente sensibile del ciclo politico europeo, in quanto sarà elaborata parallelamente alla definizione del bilancio UE post-2027 (MFF) e al Semestre europeo 2027 (pacchetto autunnale).

In questo contesto, il documento assume una funzione di raccordo tra le politiche di coesione, il coordinamento macroeconomico e le priorità strategiche dell’Unione (competitività, transizione verde, digitale e sicurezza).

L’obiettivo è fornire una base analitica condivisa per valutare l’efficacia della dimensione territoriale delle politiche UE e il contributo dei programmi nazionali e regionali alla convergenza.

Revisione intermedia 2021–2027 e quadro regolatorio

Una componente centrale della Relazione riguarda la revisione intermedia dei programmi cofinanziati da FESR, FSE+, JTF e Fondo di coesione. Questo processo, obbligatorio per ciascun programma, è disciplinato dal CPR e rafforzato dalle modifiche regolamentari introdotte nel 2025.

La revisione intermedia si configura come un meccanismo di adattamento delle politiche, fondato su evidenze aggiornate e su un dialogo strutturato tra Commissione e Stati membri. Consente di adeguare i programmi alle nuove priorità dell’Unione e di attivare margini di flessibilità finanziaria, inclusa la possibilità di riorientare una quota significativa delle risorse verso ambiti strategici.

Questo processo ha già contribuito a riallineare la spesa alle priorità emergenti, tra cui competitività, sicurezza, transizione energetica e resilienza territoriale.

Obiettivi analitici e contenuti

La Relazione mira a rafforzare la base conoscitiva della politica di coesione attraverso un’analisi integrata dei dati socio-economici e dell’impatto delle politiche territoriali.

Il documento esaminerà l’evoluzione della convergenza regionale, il ruolo delle politiche place-based e l’efficacia degli interventi nel ridurre le disparità.

Sebbene la relazione si basi su dati e analisi di Eurostat e di altri servizi della Commissione, la call for evidence offre un’opportunità unica alle autorità locali, alle imprese e ai cittadini per condividere esperienze dirette su come le politiche dell’UE e nazionali stiano incidendo sullo sviluppo regionale e contribuendo ad affrontare le principali sfide.

La Commissione utilizzerà questi contributi per integrare l’analisi quantitativa con evidenze qualitative provenienti dall’attuazione dei programmi e dalle dinamiche territoriali.

La consultazione resterà aperta fino all’11 agosto 2026 tramite il portale istituzionale dedicato.

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© Andrea Verna. Tutti i contenuti sono originali e soggetti a copyright

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