
L’Italia continua a registrare ritardi significativi nell’attuazione dei programmi della politica di coesione. È quanto emerge dalle raccomandazioni adottate questa settimana dalla Commissione europea nell’ambito del Semestre europeo 2026, in cui Bruxelles segnala come l’utilizzo delle risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo per una transizione giusta (Jtf) resti “al di sotto della media dell’Unione”, sia nella fase di selezione dei progetti sia sul fronte dei pagamenti.
Secondo l’esecutivo comunitario, è necessario “accelerare gli sforzi” per garantire una rapida realizzazione degli investimenti e massimizzarne l’impatto sui territori. Una richiesta che arriva in una fase particolarmente delicata, segnata dall’avvicinarsi della scadenza del Jtf e dalla transizione tra la fase finale del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e l’attuazione ordinaria dei fondi strutturali.
Le criticità strutturali nell’attuazione
Alla base dei ritardi, la Commissione individua una serie di criticità ormai strutturali. In primo luogo, la “debole capacità amministrativa”, soprattutto a livello locale. A questa si aggiungono la “lenta realizzazione dei progetti infrastrutturali” e una “governance frammentata tra il livello centrale e quello regionale”, che continua a ostacolare il coordinamento e l’efficacia dell’azione pubblica.
Secondo Bruxelles, tali fattori non incidono solo sul tasso di assorbimento delle risorse, ma finiscono per rallentare i progressi in ambiti chiave come occupazione, competenze e inclusione sociale. I ritardi pesano inoltre sugli investimenti strategici collegati alla piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (STEP), nonché sugli interventi per l’edilizia abitativa sostenibile e accessibile.
L’urgenza del Fondo per la transizione giusta
Un richiamo specifico riguarda il Fondo per una transizione giusta. La Commissione ricorda che le risorse del Jtf devono essere integralmente erogate entro la fine del 2026, rendendo urgente un’accelerazione della spesa nei territori interessati.
Bruxelles sottolinea inoltre l’importanza di garantire che i nuovi investimenti individuati dall’Italia nel quadro del riesame intermedio dei fondi della politica di coesione – in particolare quelli collegati alle cinque priorità introdotte dal regolamento sul riesame – siano attuati “con rapidità ed efficacia”, evitando ulteriori slittamenti che potrebbero compromettere il pieno utilizzo delle risorse disponibili.
Il nodo della capacità amministrativa
Il tema della capacità amministrativa attraversa in modo trasversale l’intero pacchetto di raccomandazioni rivolte all’Italia. La Commissione evidenzia come le debolezze siano particolarmente marcate a livello locale e nel Mezzogiorno, dove le amministrazioni con minori risorse “trarrebbero giovamento da un sostegno più attivo e mirato da parte dell’amministrazione centrale”.
Tra le soluzioni indicate figurano la promozione di forme di consorzio amministrativo, soprattutto per gli enti più piccoli e in particolare nel Sud, e la definizione di una strategia globale e strutturale in materia di capacità amministrativa. Una strategia che dovrebbe capitalizzare l’esperienza maturata con il Pnrr e con strumenti come il programma nazionale “Capacità per la Coesione”, evitando al contempo di ampliare i divari territoriali tra regioni più attrezzate e quelle in maggiore difficoltà.
Il legame con il Pnrr
Nel documento, la Commissione richiama esplicitamente la necessità di garantire la continuità delle riforme e degli investimenti avviati nell’ambito del Dispositivo per la ripresa e la resilienza. Con la fase finale del Pnrr ormai in corso, Bruxelles invita l’Italia a utilizzare questa esperienza come leva per rafforzare l’attuazione dei programmi di coesione, anche facendo ricorso, ove opportuno, alla riallocazione delle risorse verso priorità strategiche e alle flessibilità previste dal riesame intermedio.
L’obiettivo è evitare una brusca discontinuità tra gli strumenti straordinari della ripresa post‑pandemica e la gestione ordinaria dei fondi strutturali, assicurando che la capacità amministrativa rafforzata in questi anni non venga dispersa.
Una fase decisiva per la politica di coesione
Le osservazioni della Commissione arrivano in un momento cruciale per la politica di coesione in Italia. Da un lato, incombe la scadenza del Jtf; dall’altro, si avvicina il negoziato sul prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione. In questo contesto, Bruxelles chiede al nostro Paese di trasformare più rapidamente le risorse disponibili in progetti concreti, cantieri avviati e risultati tangibili sui territori.
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Risorse utili
2026 European Semester: Spring package
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